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Curiosità
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9 maggio 2012
So' soddisfazioni, giuro!
Penso che sia giusto, per me e per questo angolino di mondo, di mio mondo personale, scrivere che:


in data 19 marzo 2012, dopo due anni di studio no-stop, mi sono laureata e per la prima volta in tanti anni di studio ho raggiunto l'obbiettivo che mi ero prefissata, ovvero il massimo del massimo esistente.



...e adesso...?
beh e adesso mando una media di 5 CV al giorno, nella speranza che, prima o poi, qualcuno mi assuma.








permalink | inviato da OcchiLadri il 9/5/2012 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
26 aprile 2012
Occhi di miele e sorriso di stella.

C'era una volta un ragazzo, Occhi di miele e sorriso di stella, che amava stare con la testa fra le nuvole.

Occhi di miele e sorriso di stella viaggiava sempre, di mestiere faceva il marinaio ma era un marinaio delle nuvole perché in alto, dove il cielo è sempre più blu, lui nuotava con la sua nave alata.

Ed in ogni nuvola o porto dove si fermava una fidanzata lui trovava, e chissà quante donne amava ed a quante altre il cuore spezzava.

Ma Occhi di miele e sorriso di stella non era un ragazzo cattivo, non trattava le donne come fossero cose o cibi a portar via, anzi.

Era solo un ragazzo curioso, curioso del mondo e di tutte le sue sfumature, amore compreso.

Occhi di miele e sorriso di stella aveva viaggiato tanto per essere solo un ragazzo di nemmeno trent'anni, testone e determinato com'era sceglieva un obbiettivo e bang! lo raggiungeva.

Volando o nuotando, correndo o placcando lui lo raggiungeva e se tra un volo e un placcaggio ci scappava un bacio, beh che male c'era.

Sorriso di stella e occhi di miele i baci non li chiedeva ma li trovava e quando uno trova una cosa bella cosa fa, la rifiuta? Ma no che non la rifiuta, la accetta a braccia aperte e strizza l'occhiolino al cielo, che magari da lassù qualcuno c'ha messo una parola buona, che altrimenti...


E forse fu proprio così che Occhi di miele e sorriso di stella incrociò Lei, Occhi di caffè.


Era una sera di dicembre, esattamente era giovedì ventidue, e c'era il concerto di un tizio dal nome straniero e dai versi ubriachi.

Né Occhi di caffè, né Occhi di miele e sorriso di stella, l'avevano mai sentito cantare o suonare, eppure entrambi pagarono il biglietto, comprarono una birra e lo sentirono strillare e suonare.

Canta che ti ricanta, strimpella che si strimpella l'uno cadde fra le braccia dell'altra e puffete: a entrambi venne un sorriso di stella e il cuore si riempì di gioia.



C'era una volta un ragazzo dagli occhi color del miele e dal sorriso così radioso da illuminare anche il cuore più buio e desolato.

La sua mano morbida e accogliente prese quella di una ragazza dagli occhi scuri come un caffè amaro e dal cuore congelato e la tenne stretta stretta ma senza stringerla troppo, come quando si tiene fra le mani un passerotto, che se lo stringi troppo gli fai male ma se lo stringi troppo poco poi lui scappa via spaventato.


C'era una volta un ragazzo che per tanto tempo ho cercato ma che subito ho riconosciuto non appena, fra mille persone ed al buio, i suoi occhi color del miele ed il sorriso di stella ho incrociato.

C'era una volta una Chiara spaventata e ferita, che se ne stava in un angolo a ringhiare alla gente.

Poi sei arrivato tu e tutto è cambiato, mi hai abbracciata per la prima volta ed io, per la primissima volta, ho sentito odore di casa, di pane appena sfornato e di torta con le fragole.

Per la prima volta, come solo nelle fiabe si legge, mi sono sentita completa.



C'era una volta una ragazza dagli occhi scuri che tutti definivano inespugnabile e irraggiungibile, scontrosa ed altezzosa, che la sera quando rimaneva da sola fissava il soffitto, stringeva i pugni e sperava.

C'era una volta una ragazza timida al punto da fingere di essere estroversa, così fragile che l'unico modo per difendersi dal mondo era quello di affilare unghie e denti.

C'era una volta una ragazza che indossava il mio nome ma lo indossava male, ma la verità è che quella ragazza stava solo aspettando due occhi colore del miele ed un sorriso di stella prima di ricominciare a sorridere al ritmo del tututùm del suo cuore.




permalink | inviato da OcchiLadri il 26/4/2012 alle 22:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
27 marzo 2012
una parola, tre lettere, due vocali e una consante: NOI.
due parole, cinque lettere, tre vocali e due consonanti.
ti amo.


fra milioni di miliardi di individui tu fai la differenza.
fra milionidi miliardi di persone tu ti distingui, sei una specie a parte, sei una razza unica nel suo genere.
fra milioni di miliardi di anime tu riesci a fare quello che nessuno ha mai fatto: sfiorarmi con lo sguardo, accarezzarmi con un bacio, coccolarmi col respiro ma soprattutto farmi sentire al sicuro, protetta; tu sei il mio scudo, tu sei sole quando ho freddo e vento quando ho caldo.
tu sei cuore, anima, testa, mani, braccia, gambe, fiato.

con te, per la prima volta, non sento di rinunciare a niente se non di avere molto più di quanto non avessi mai avuto.
con te non ho paura del domani, non sento l'aria mancarmi.
con te sogno un domani fatto di noi e respiro a pieni polmoni perchè mi fai sentire viva.

due parole, nove lettere, tre vocali e sei consonanti:
per sempre.



permalink | inviato da OcchiLadri il 27/3/2012 alle 0:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
3 febbraio 2012
Che cosa c'è?
Mi sembra di vivere dentro a un film, uno di quelli belli però, uno di quelli da oscar.
Oscar per la regia, oscar per la sceneggiatura, per la scenografia, i costumi e la musica.

Il nostro è un film di quelli che ti fanno tornare a casa contento e che ti fanno pensare che i soldi del biglietto li valeva tutti. E' un film come quelli di una volta dove lui incontra lei, lei incontra lui, i due si innamorano e non si lasciano più.

Nelle scene più belle, quelle al rallenty dove tu mi baci e io chiudo gli occhi, io indosso un vestito color fragola e tu la divisa blu, quella bella dell'aeronautica, coi gradi e lo stendardo del tricolore; e questo blu che si mescola al rosso-fuxia del mio vestito mi ricorda un po' quello che siamo davvero: tu il mio uomo delle nuvole ed io una che mangia solo un tipo di marmellata, quella di fragole appunto.

Questo film è proprio bello e lo è anche grazie alle musiche in sottofondo.
Sì, perchè io sento sempre una gran musica quando siamo insieme.
A dirla tutta io sento musica anche quando siamo lontani e ti penso.
Sento Etta James che canta At last, probabilmente perchè mi sembra d'averla scritta io quella canzone, forse perchè dice quello che penso e sento davvero.
E poi sento anche Ella Fitzgerald che canta Dedicated to you perchè, giuro, se scrivessi un libro questo non solo mi porterebbe fama e successo ma, come il mio cuore, sarebbe dedicato a te.
Ma nella mia testa risuona anche Giuliano Palma che fa il verso a Gino Paoli, perchè non mi importa niente di tutta quella gente che non sei tu, perchè non posso spiegarti come ti amo, perchè non ho parole a sufficienza e non conosco verbi in grado di spiegare ancora e ancora quello che penso, eppure ti amo...altro che se ti amo.

Sì,
questo film dove io e te siamo gli attori, la regia, la scenografia, gli abiti e le musiche è proprio bello.

E sai che ti dico?
Che mi metterò comoda comoda sul mio divano, così da vederlo tutto per bene e per intero, fino alla fine della pellicola.
E se questo giorno arriverà, so che sarà un giorno molto ma molto lontano; un giorno fatto di rughe e capelli bianchi.
Ma al momento, a quel giorno, non voglio pensarci, voglio godermi il presente ed il futuro più immediato e anzi, sai che farò?, ti farò un po' di posto accanto a me, così ce lo vedremo insieme, accucciati e al calduccio, vicini vicini.

Ah... sai che altro c'è? c'è che ora io vivo bene se solo stiamo insieme, se solo ti ho vicino, ecco che c'è.




permalink | inviato da OcchiLadri il 3/2/2012 alle 2:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
23 gennaio 2012
anche i pesci volano.
Chiudo gli occhi e mi lascio cadere, giù, in fondo, come se l'unico corpo a subire la gravità fosse il mio.
Ma poi scopro che non sto cadendo ma volando.

Apro gli occhi e volo, serena; anzi forse nuoto, fluttuo nell'aria nuotando come un pesce volante, un pesce del cielo.

Nuoto a braccia aperte e sorrido.
C'è pure l'eco delle mie risate nell'aria mentre tutto intorno brilla, splende, irradiato da una luce calda, buona, piena d'amore.

E quella luce sei tu.
E' la tua mano gentile che ho cercato spesso, che ha sfiorato per caso la mia e non l'ha più lasciata.
Quella mano che mi sembra d'aver sempre accarezzato, come se esistesse da sempre, come se la conoscessi dal primo giorno di vita.

Questo è quello che sei tu per me, tu che mi fai volare e mi riempi d'amore.

Tu che non sei farfalle allo stomaco, perchè le farfalle vivono un giorno solo mentre quello che ho dentro di me non si esaurisce dopo ventiquattro ore e non ha una polverina magica che gli permette di volare, no.
Quello che ho dentro è tutto mio, non ho bisogno di nessun incantesimo o polverina per sollevarmi, mi basti tu, il tuo sorriso, mi basta un tuo bacio ed io volo.

Questo sei tu per me, il volo leggero di un pesce volante.
Un pesce felice che sorride sereno fra i caldi raggi di un amore buono.


http://www.youtube.com/watch?v=uNa1AZpmndA



permalink | inviato da OcchiLadri il 23/1/2012 alle 12:34 | Versione per la stampa
18 gennaio 2012
Like-dislike
Mi piace quando Pino, il mio gatto, si mette tra la tenda ed il vetro della finestra le mattine di sole di gennaio, perchè si gode il calore e strizza gli occhietti abbagliati.

Mi piace quando mi annusa e poi mi lecca il naso con quella lingua ruvida di carta vetrata, poi scopre i capelli freschi di shampoo e li arruffa tutti.

Mi piace quando la mattina io mi sveglio, lui se ne accorge, ed allora sale sul mio letto tutto fuseggiante e si acciambella sulle mie caviglie.

Mi piace quando ha fame e comincia a fare strani miagolii-lamenti, che sono una via di mezzo fra un belato ed un abbaio, una specie di "mè-mmè-mmmèu".

E mi piace tantissimo quando lo prendo in braccio e gli faccio guardare fuori dalla finestra le macchine che sfrecciano e le persone che camminano: sgrana gli occhi e piega le orecchiette di velluto, tutto teso, tutto curioso.

Ma mi piace anche quando torno a casa e lui sente il profumo di D. e mi fissa con aria sospettosa.
Mi piace un po' meno, però, lo sguardo di D. sospettoso per le mie paure.


Sarebbe più bello essere come Pino, godere di una ciotola di croccantini e dei grattini, puntuali, della padron-sorella; niente dubbi, solo certezze: alle 13,30 il pranzo, alle 21,30 la cena - il resto della giornata sonnellini e coccole.



permalink | inviato da OcchiLadri il 18/1/2012 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
13 gennaio 2012
La speranzia mia io ti affido, forse.
fiducia
[fi-dù-cia]
s.f. (pl. -cie)
1 Sensazione di sicurezza basata sulla speranza o sulla stima riposta in qualcuno o qualcosa: f. limitata, illimitata; f. nel trionfo della verità, nella giustizia degli uomini; f. di vincere, di essere amato; avere, nutrire f. in qualcuno, in qualcosa; ispirare molta, poca f.; avere, godere, meritare la f. di qualcuno; perdere la f. in qualcuno; guardare all'avvenire con f.; abusare dell'altrui f.; tradire. l'altrui f.; riporre bene, male la propria f.
? Incarico di fiducia, riservato, delicato, da affidare solo a persona fidatissima
? Persona di fiducia, di cui ci si può fidare ciecamente, anche per questioni delicate
?

fidare
[fi-dà-re]
(fìdo)
A v. tr.
1 Dare con fiducia, affidare: f. il proprio denaro a qualcuno
? raro Di terreno, darlo in affitto per il pascolo



Fidarsi è bene(?)



permalink | inviato da OcchiLadri il 13/1/2012 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
10 gennaio 2012
Punti e virgole di amore.
Penso che me lo terrò per me, che mi piaci.

Ma lo so che lo sai perchè ieri te l'ho detto in tutte le lingue, in tutte le salse, in tutti i caratteri possibili e tu hai sorriso con quel tuo sorriso bello che ilumina tutto, anche me.


Sì, me lo terrò per me.
Almeno fino a quando non riuscirò a sentirmi nuovamente e completamente in Erasmus e la smetterò di rimanere un po' ancorata per terra, piedi di piombo, impanicata dai dubbi.

Una cosa però è certa: sai usare il punto e virgola e già per questo, un pochino pochetto, io ti adoro.




permalink | inviato da OcchiLadri il 10/1/2012 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
1 gennaio 2012
duemiladodici propositi.
Prospositi per l'anno nuovo.


Guardare begli occhi qualcuno con po' d'imbarazzo
Lasciarsi abbracciare
Rischiare
Ricambiare un abbraccio inatteso
Dire "buonanotte" con sorriso complice
Scrivere la tesi
Laurearmi
Amare
Viaggiare


Come si dice, chi ben comincia è a metà dell'opera.


Buon anno a tutti.



permalink | inviato da OcchiLadri il 1/1/2012 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
15 dicembre 2011
When i was 16 i was like 26
Avevo sedici anni.
Mtv era come un prolungamento del mio corpo. Non passava giorno senza che non accendessi la tv e mi sintonizzassi sui programmi pop di quel canale.
All'epoca Victoria Cabello s'era tagliata i capelli perchè, diceva, s'era appiccicata un chewingum sulla testa, Marco Maccarini aveva ancora i rasta e Daniele Bossari non s'era ancora fidanzato con Filippa ma spopolava sul Top Girl e sul Cioè.

Altri tempi, mi vien da dire.
Non avevo il motorino nè mai l'avrei avuto, ma io ci speravo. Sognavo di viaggiare, sognavo il grande amore, ancora non uscivo con Big, compravo una chitarra, iniziavo a capire il sentimento dell'assenza perchè da lì a poco sarebbe morto mio nonno, conoscevo n|k e smettevo di mangiarmi le unghie.
Prendevo 4 in matematica, 9 in filosofia, 9 in storia e 9 in italiano.
Non facevo quasi mai educazione fisica e davo un nome al mio soffitto: Enzo.

Le giornate passavano così veloci da non permettermi nemmeno di chiedermi davvero, seriamente, cosa avrei voluto fare da grande.
Sognavo, io occhi grandi, un domani meraviglioso.
Pensavo che quando avrei preso la patente avrei fatto un Sicily coast to coast, quando poi in realtà la macchina non l'ho mai guidata.

Sognavo tanto a sedici anni, e lo facevo con un'ingenuità bambina, con un'incoscenza peterpan-esca che mi suscita una tenerezza indicibile.
Sognavo di suonare la chitarra su di un palco, impugnavo un evidenziatore, lo stesso con ui possibilmente avevo sottolineato il Baldi, e cantavo le sotrofe di Yellow, dei Coldplay, o quelle di Karma Police, dei RH.

Sognavo a sedici anni, di un sogno profondo e magico.
Sognavo con loro, guardando Mtv, mentre Chris Martin correva per una spiaggia deserta sino a che non diventava giorno.
Sognavo stelle luinose e splendenti, lì nel cielo per me.
Sognavo di vederli cantare, prima o poi, dal vivo. Di comprare un loro biglietto e trovarmi sotto al palco, col cuore in gola e le lacrime sul viso pronta ad intonare Fix you (perchè questa canzone è una vera cura contro il dolore), o Trouble, perchè siamo sempre nella merda, è una legge dell'universo.
O magari ancora Clocks, la mia preferita, perchè il tempo corre ed io farei un patto col diavolo, se potessi, per fermarlo, o molte altre ancora che in questi dieci anni hanno segnato tanti momenti della mia vita.

Avevo sedici anni quando per la prima volta il suono avvolgente delle chitarre di questo gruppo inglese mi rubò l'anima e ne ho ventisei adesso che ho in mano il biglietto del loro concerto di maggio a Torino.

Forse Victoria Cabello non ha più il chewingum tra i capelli, Marco Maccarini si è rasato a zero e Bossari adesso fa il papà, forse loro sono cambiati e probabilmente anche io.
Sono più alta, mi sono diplomata, ho smesso di suonare la chitarra, ho tagliato i capelli e non impugno più l'evidenziatore per cantare ma solo per sottolineare i libri della tesi, eppure la sera del ventiquattro maggio, a Torino, sarò quella stessa identica ragazzina di sedici anni dagli occhi grandi e i sogni potenti, sogni di gloria, infiniti.
Quella sera, al loro concerto, tornerò indietro di dieci anni ed insieme ai miei ricordi ed i miei sogni griderò tutte le note dei miei anni più belli.


When I was just a girl I've expected the world Bt it flew away from my reach so I ran away in my sleep and dreamed of Para-para-paradise, Para-para-paradise, Para-para-paradise
Every time I've closed my eyes
When I was just a girl I've expected the world But it flew away from my reach and the bullets catch in my teeth Life goes on, it gets so heavy
The wheel breaks the butterfly Every tear a waterfall In the night the stormy night I'll close my eyes In the night the stormy night away i did fly
and dream of Para-para-paradise Para-para-paradise Para-para-paradise  Oh oh oh oh oh oh-oh-oh She'd dream of
Para-para-paradise Para-para-paradise Para-para-paradise Oh oh oh oh oh oh-oh-oh-oh
lalalalalalalalalalala And so lying underneath those stormy skies
I did say, "oh, ohohohoh I know the sun must set to rise"
This could be Para-para-paradise Para-para-paradise Para-para-paradise Oh oh oh oh oh oh-oh-oh This could be Para-para-paradise Para-para-paradise This could be Para-para-paradise Oh oh oh oh oh oh-oh-oh-oh




permalink | inviato da OcchiLadri il 15/12/2011 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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IL CANNOCCHIALE