Occhi di miele e sorriso di stella.
C'era una volta un ragazzo, Occhi di
miele e sorriso di stella, che amava stare con la testa fra le
nuvole.
Occhi di miele e sorriso di stella
viaggiava sempre, di mestiere faceva il marinaio ma era un marinaio
delle nuvole perché in alto, dove il cielo è sempre più blu, lui
nuotava con la sua nave alata.
Ed in ogni nuvola o porto dove si
fermava una fidanzata lui trovava, e chissà quante donne amava ed a
quante altre il cuore spezzava.
Ma Occhi di miele e sorriso di stella
non era un ragazzo cattivo, non trattava le donne come fossero cose o
cibi a portar via, anzi.
Era solo un ragazzo curioso, curioso
del mondo e di tutte le sue sfumature, amore compreso.
Occhi di miele e sorriso di stella
aveva viaggiato tanto per essere solo un ragazzo di nemmeno
trent'anni, testone e determinato com'era sceglieva un obbiettivo e
bang! lo raggiungeva.
Volando o nuotando, correndo o
placcando lui lo raggiungeva e se tra un volo e un placcaggio ci
scappava un bacio, beh che male c'era.
Sorriso di stella e occhi di miele i
baci non li chiedeva ma li trovava e quando uno trova una cosa bella
cosa fa, la rifiuta? Ma no che non la rifiuta, la accetta a braccia
aperte e strizza l'occhiolino al cielo, che magari da lassù qualcuno
c'ha messo una parola buona, che altrimenti...
E forse fu proprio così che Occhi di
miele e sorriso di stella incrociò Lei, Occhi di caffè.
Era una sera di dicembre, esattamente
era giovedì ventidue, e c'era il concerto di un tizio dal nome
straniero e dai versi ubriachi.
Né Occhi di caffè, né Occhi di miele
e sorriso di stella, l'avevano mai sentito cantare o suonare, eppure
entrambi pagarono il biglietto, comprarono una birra e lo sentirono
strillare e suonare.
Canta che ti ricanta, strimpella che si
strimpella l'uno cadde fra le braccia dell'altra e puffete: a
entrambi venne un sorriso di stella e il cuore si riempì di gioia.
C'era una volta un ragazzo dagli occhi
color del miele e dal sorriso così radioso da illuminare anche il
cuore più buio e desolato.
La sua mano morbida e accogliente prese
quella di una ragazza dagli occhi scuri come un caffè amaro e dal
cuore congelato e la tenne stretta stretta ma senza stringerla
troppo, come quando si tiene fra le mani un passerotto, che se lo
stringi troppo gli fai male ma se lo stringi troppo poco poi lui
scappa via spaventato.
C'era una volta un ragazzo che per
tanto tempo ho cercato ma che subito ho riconosciuto non appena, fra
mille persone ed al buio, i suoi occhi color del miele ed il sorriso
di stella ho incrociato.
C'era una volta una Chiara spaventata e
ferita, che se ne stava in un angolo a ringhiare alla gente.
Poi sei arrivato tu e tutto è
cambiato, mi hai abbracciata per la prima volta ed io, per la
primissima volta, ho sentito odore di casa, di pane appena sfornato e
di torta con le fragole.
Per la prima volta, come solo nelle
fiabe si legge, mi sono sentita completa.
C'era una volta una ragazza dagli occhi
scuri che tutti definivano inespugnabile e irraggiungibile, scontrosa ed altezzosa, che la
sera quando rimaneva da sola fissava il soffitto, stringeva i pugni e
sperava.
C'era una volta una ragazza timida al
punto da fingere di essere estroversa, così fragile che l'unico modo
per difendersi dal mondo era quello di affilare unghie e denti.
C'era una volta una ragazza che
indossava il mio nome ma lo indossava male, ma la verità è che
quella ragazza stava solo aspettando due occhi colore del miele ed un
sorriso di stella prima di ricominciare a sorridere al ritmo del
tututùm del suo cuore.